Siena,
capitale per secoli della Toscana meridionale, è
la città che merita i migliori aggettivi, circondata
da un territorio unico. Dalle torri e dai campanili
cittadini, ovunque si volga lo sguardo è una
distesa di ondulazioni boscose o coltivate, punteggiate
da edifici talvolta millenari. Nessuna città
all’orizzonte. Solo borgate in pietra e laterizio,
monasteri, coloniche ville, conventi. Siena ha un’anima
di forti contrasti. Forse perché la città
è, nella sua genesi, frutto dell’unione di
tre nuclei urbani, i terzi, nati in tempi e per motivi
diversi. Qui si fondono incanto e crudezza, spiritualità
e sensualità. Un’anima che è ancora
medioevale, nel bene e nel male, e come tale ha fatto
sì che Siena conservi una struttura sociale,
una festa, un gioco unici al mondo. Le Contrade e
il Palio. Tutto è come una volta. L’evoluzione
del tempo che corre a velocità esponenziali
non distoglie i senesi da questa tradizione. La Contrada
è un piccolo paese nella città. Il Palio
con la sua passeggiata storica, preparata per un anno
da ciascuna delle diciassette Contrade, con i suoi
figuranti, gli sbandieratori, i paggi, gli scudieri;
le figure delle antiche corporazioni che hanno generato
le contrade stesse, quelle delle autorità e
delle cariche cittadine sopravvissute fino alla Repubblica,
nel 1555. La città, centro minore in età
romana, è divenuta percorso della via Romea,
o Francigena, e due borghi castelvecchio e S.Maria,
affiancarono l’attuale città fino a fondersi
in un’unica città. |